EDITORIALI
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Una rivoluzione anche in Italia il 14 luglio Dignità su gioco e lavoro concessa per Decreto

La presa della Bastiglia, avvenuta il 14 luglio 1789 a Parigi, fu un evento storico della Rivoluzione francese che culminò con la cattura della Bastiglia da parte dei cittadini francesi.  
In Italia, dopo oltre tre secoli, sabato 14 luglio è entrato ufficialmente in vigore il Decreto dignità, primo atto normativo di peso del governo Lega-M5S, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno precedente. Decreto dignità che cambierà i contratti di lavoro degli italiani, i loro rapporti e persino il loro tempo per il gioco: una rivoluzione, dunque, che ha suscitato non poche polemiche.
Va detto che la Ragioneria dello Stato ha fatto effettuare delle correzioni al documento, che per altro svelano un effetto forse di crescita dignitosa delle persone, ma che ora rischiano di restare a casa con la stretta sui contratti a termine e le modifiche di fatto al Jobs.
La stretta sui contratti a tempo determinato mira a disincentivarli per favorire ed accelerare la transizione ai contratti stabili. Si rivede la liberalizzazione dei contratti dell'ex ministro Poletti: la loro durata complessiva scende da 36 a 24 mesi, con la possibilità di proroghe che passa da cinque a quattro. Il contratto può essere libero solo per i primi dodici mesi; al rinnovo successivo ritornano, infatti, le "causali", ovvero gli imprenditori devono specificare le ragioni per le quali si intende proseguire quel contratto a tempo. Sono due le fattispecie ammesse: esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria; necessità temporanee e oggettive, estranee all'attività ordinaria, o per necessità di sostituire altri lavoratori che magari sono in ferie.
A questa stretta si unisce quella contributiva: ogni rinnovo, anche al di sotto dei 12 mesi, prevede che i contributi crescano dello 0,5% andando a sommarsi a quell'1,4% che dal 2012 (Fornero) finanzia la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione.
I contratti in somministrazione sono interessati da questa normativa, ad eccezione dello staff leasing. Alle Agenzie per il lavoro non si applica neppure il tetto - che vale per gli altri - di un 20% di tempi determinati sul totale degli indeterminati. In generale, le novità valgono per i nuovi contratti, ma anche per rinnovi o proroghe di contratti in corso. Per i contratti della Pubblica amministrazione e per gli stagionali resta tutto come prima: anche a questi ultimi non si applica il discorso delle causali. Quanto alla parte del contenzioso e dei diritti dei lavori, sale da 120 a 180 giorni la finestra di tempo nella quale un lavoratore può impugnare un contratto a tempo. Maggiori anche i costi di licenziamento, in caso di illegittimità: salgono del 50%. La forbice dell'indennizzo sale infatti dalle 4-24 mensilità previste dal Jobs act in vigore dal marzo 2015 alle attuali 6-36.
Congelato il redditometro, strumento di accertamento fiscale a dire il vero poco diffuso: prevede il calcolo di redditi e tenore di vita, con una griglia di compatibilità tra entrate e uscite. Chi risulta fuori, perché spende più di quel che consentirebbero i redditi che dichiara, finisce sotto il faro del fisco. Anche lo split payment, ovvero la scissione dei pagamenti, viene rivisitata. Il meccanismo prevede che le Pubbliche amministrazioni che acquistano beni e servizi dai fornitori, non versino loro anche l'Iva che viene presentata in fattura, ma la trattengano per girarla direttamente all'Erario senza che debbano provvedere i fornitori. La modifica del Dl Dignità esclude da questo meccanismo i professionisti, bisogna vedere se in futuro verrà messo i discussione nel suo complesso. Per ora, la relazione tecnica individua oneri per 35 milioni per il 2018, che raddoppiano a 70 milioni per il 2019.
L'impresa che riceve aiuti di Stato per finanziare gli investimenti produttivi non può spostare per almeno 5 anni la sua attività o una sua parte dall'Italia. In caso decidesse di farlo, o in Italia o in Europa, dovrà restituire i soldi ricevuti con gli interessi maggiorati del 5%. Se decidesse di andare fuori dalla Unione Europea, la sanzione può raddoppiare o quadruplicare il valore dell'incentivo ricevuto. Si prevede un intervento specifico per recuperare i soldi dati con l'Iperammortamento 4.0 e utilizzati per finanziare macchinari o beni in altre realtà produttive dell'azienda.
Al di là delle delocalizzazioni, vengono punite le imprese che ricevono aiuti dal pubblico in funzione di una valutazione del loro impatto occupazionale, e poi tagliano la forza lavoro in misura superiore al 10%.
Stop alla pubblicità e alle sponsorizzazioni per il gioco d'azzardo. Non vedremo più gli spot sul lotto, sulle scommesse sportive, i gratta e vinci, le slot o i giochi e casinò online e via dicendo: un modo per far sì che si diffondano il meno possibile le ludopatie. Per le casse dello Stato si stima un ammanco totale che va dai 147 milioni del 2019 ai 198 degli anni successivi. Per coprire (in abbondanza) queste necessità, si prevede un aumento del prelievo erariale sulle slot: lo 0,25% dal prossimo settembre, uno 0,25% aggiuntivo dal prossimo maggio. 


Editoriale di:
Gino Ferretta

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