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Cultura a Palombara Sabina

18 giugno 2021
La grande musica dell'orchestra Savelli da Beethoven a Francesca Romana Giubilei
Il concerto ha presentato l'elegante talento della giovane soprano di Tivoli

Nello splendido scenario delle tre navate della chiesa di Sant’Egidio, domenica scorsa 13 giugno, è tornata a Palombara Sabina la grande musica classica. Come viaggiatori del tempo gli organizzatori Maurizio Angelozzi direttore artistico dell’orchestra Savelli e il presidente Egidio Decino hanno riportato nel presente le musiche dei più grandi compositori della storia. L’apertura del concerto, a cui hanno partecipato una trentina di persone, è stata al pianoforte con le note della sonata Opera 49 n°2 Allegro ma non troppo – Tempo di minuetto di Beethoven. Dopo il genio del compositore, pianista e direttore d’orchestra tedesco, è stata la volta di Schubert e della sua musicalità caratteristica del periodo romantico. L’improvviso Opera 90 n° 3 ha preceduto i Notturni di Fryderyk Chopin altro enfant prodige di questa splendida carrellata e già definito dalla storiografia musicale poeta del pianoforte.

La rappresentazione variegata, l’alternanza di compositori che possano raccontare nei più profondi dettagli la storia della musica, lo scandagliare le epoche storiche con raffinatezza e competenza così come con amore e passione, sono state le caratteristiche principali della prima parte di questo concerto fortemente voluto dal direttore Angelozzi e dal presidente Decino, per ripartire nel connubio musica-socialità. L’idea di fondo che anima questi due bravi studiosi della musica è quella di sempre: divulgare la conoscenza delle note, le emozioni che suscitano, gli arabeschi che – mettendole vicino una dopo l’altra – pensarono per il pubblico i divini del pianoforte del ’700 e dell’800.

C’è anche un’altra idea che anima l’opera divulgatrice dell’orchestra Savelli, quella di far conoscere al pubblico il talento di giovani musicisti, studiosi di classica, pianisti. La Cultura non è – per il professor Angelozzi e il maestro Decino – un circolo chiuso, ma un universo del sapere che deve essere condiviso con tutti. È il grande pensiero della divulgazione del talento. E, in particolare, del talento giovanile. Un percorso lungimirante, intelligente, che già da anni aiuta i giovani che amano la musica classica in tutti i suoi aspetti ad esprimersi, a tirare fuori i sentimenti che hanno dentro il loro cuore.

Con questa filosofia da maestri della foresta Zen applicata alla musica classica, il concerto di domenica è stato l’occasione per presentare e ammirare il talento vocale del soprano Francesca Romana Giubilei. Un talento naturale quello della ventiseienne Francesca, nata a Tivoli nel 1995. L’esibizione in duetto con Maurizio Angelozzi al pianoforte è stata molto bella e intensa. Tecnicamente ed emotivamente coinvolgente. La voce ferma e profonda, l’interpretazione elegante e devota al percorso artistico fin qui intrapreso dalla brava soprano, sono stati i principali passaggi della sua esibizione che hanno maggiormente entusiasmato il pubblico presente.

Il canto della soprano ha completato il concerto che dopo la geniale musicalità tesa al sublime di Wolfgang Amadeus Mozart con Das Velichen e Aria di Susanna da Le Nozze di Figaro, ha visto suonare Convien Partir da La figlia del reggimento di Donizetti e Brahms con Die Schnur, die Perl an Perle. I musicisti hanno poi omaggiato la grande musica classica italiana con l’aria di Verdi Caro nome da Rigoletto e con quella di Puccini Mi chiamano Mimì da Boheme. Un tratteggio completo e fascinoso quello di Maurizio Angelozzi, Egidio Decino e Francesca Romana Giubilei, tra pianoforte, parole, acuti, per raccontare due dei mondi più grandi. Quello del talento e della musica classica.

 

 

 


articolo inserito da: Matteo Quaglini
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