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Spettacolo a Roma

30 ottobre 2020
Il maestro Dellisanti omaggia i grandi della musica classica
In duo con Giusi Petti in difesa della Cultura e degli artisti

Nella chiesa episcopale americana San Paolo entro le mura la grande musica è di casa. In un connubio storico e artistico che suggestiona e suscita emozione se a ogni singola nota si accosta, come in un gioco di incastri, il significato iconografico e simbolico dell’abside, delle navate, delle figure sacre rappresentate. L’orchestra Nova Amadeus ha organizzato, domenica 25 ottobre, il suo secondo evento all’interno di questa chiesa che racconta uno dei tanti spaccati della Città Eterna. Il titolo dello spettacolo è stato Piano Night, un recital del pianista Davide Dellisanti con la partecipazione straordinaria della violinista Giusi Petti, direttore artistico dell’associazione culturale che negli ultimi ventotto anni ha portato la musica classica in giro per il mondo.

L’esibizione al pianoforte del maestro Dellisanti è stata fascinosa e tecnica, armoniosa e variegata, eseguita in una serie di opere che hanno avuto, come spiegava prima del concerto il direttore d’orchestra Federico Fioretti, un andamento ondulato e cadenzato. L’apertura è stata dedicata a Johann Sebastian Bach, compositore tedesco del periodo barocco, con l’Arioso, forma musicale dall’espansione melodica. Dopo la musica barocca, il maestro ha proposto al pubblico una sua aria dal titolo Fantasia di temi d’opera e successivamente ha suonato con grande trasporto emotivo il Sogno d’or di Puccini e Ich liebe dich di Edvard Hagerup Grieg, considerato nella storia della musica classica il più grande compositore norvegese di sempre.

Tra l’ammirazione di un pubblico che in taluni momenti ha seguito l’esibizione facendosi rapire nota dopo nota dai tecnicismi di Dellisanti, il concerto è stato il Pantheon anche per le musiche di due grandissimi della composizione come Schubert e Schumann. Il primo, grande esponente austriaco del periodo romantico dei primi trent’anni dell’800, è stato omaggiato con la sua Serenata mentre il secondo con l’aria intitolata Widmung arrangiata dal maestro Dellisanti. Il concerto ha presentato anche opere di Fauré e del grande Čajkovskij e ha visto il maestro pianista dedicare alla soprano Salazar, presente tra i banchi della chiesa, una sua aria appositamente composta. Tra questi momenti di alta scuola musicale c’è stata l’esibizione in duo del direttore artistico Giusi Petti, che ha suonato al violino l’Adagio dell’Inverno di Vivaldi.

Un passaggio concertistico che la direttrice descrive con amore per la musica: «l’aspetto tecnico può essere ricondotto all’accompagnamento del brano. Le gocce di pioggia che sbattono sui vetri delle finestre si producono con il pizzicato degli archi. In questa sonata di Vivaldi, invece, il maestro Dellisanti ha riprodotto le gocce di pioggia con il suo tocco sui tasti del pianoforte».

Si è trattato di un momento molto significativo perché la violinista, in abito Art fashion del ’700 non completo, ha voluto rappresentare un’allegoria sull’attuale stato di forte difficoltà in cui versa tutto lo spettacolo dal vivo. Un messaggio a sostegno di tutti i musicisti, i compositori, le associazioni che divulgano la grande musica come la Nova Amadeus e che vivono un difficile momento pieno di incertezza per il futuro. È stata anche la volontà di comunicare l’importanza di difendere la Cultura e di non abbandonarla a un destino oscuro che rischia, con profonda miopia, di confinarla in un limbo capace di allontanarla dal cuore e dalla mente della gente.

La difesa di un mondo che si deve, invece, esprimere libero e che deve rimanere centrale nelle vite degli uomini e delle donne, dei bambini e delle bambine come dei ragazzi e delle ragazze, è il grande richiamo che ha fatto il direttore artistico Giusi Petti. La Cultura, come lei ha ricordato suonando, deve essere libera come la musica in fin dei conti.

 

  


articolo inserito da: Matteo Quaglini
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