EDITORIALI
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Il suicidio

Il suicidio è una delle principali cause di morte  a livello mondiale e colpisce circa un milione di persone l’anno (WHO, 2018). Sebbene il nostro paese si collochi fra le nazioni che presentano tassi di suicidio sotto la media globale, tali morti coinvolgono comunque una percentuale significativa della popolazione, con un tasso maggiore per gli uomini (77,9%). Tra i fattori di rischio, oltre a fattori ambientali (come perdita del lavoro o perdita delle relazioni) e sociali (mancanza di sostegno o credenze religiose), hanno un peso importante i fattori biopsicosociali, quali, ad esempio, la familiarità per suicidio, l’abuso di sostanze, l’impulsività, storie di traumi e abusi e la mancanza di speranza. La presenza di disturbi psichiatrici, soprattutto dell’umore, è storicamente considerata un fattore di rischio contruibuente. 
Non è però l'unico determinante, in quanto la percentuale di pazienti psichiatrici morti per suicidio è molto bassa rispetto al resto della popolazione, non circoscrivendo quindi il fenomeno suicidario alla sola sfera della psichiatria. Il suicidio è, infatti, un fenomeno complesso, non ascrivibile a una sola causa o a un motivo preciso (OMS). Sembrerebbe, infatti, derivare da una articolata interazione tra fattori biologici, ambientali, psicologici e sociali.
Anche se, ad oggi, la comprensione del fenomeno del suicidio rimane ancora parziale, tra le teorie e gli studi presenti in letteratura, spiccano i lavori di Shneidman che finì con il concludere che il suicidio, inteso come atto con il quale una persona si procura intenzionalmente la morte, ha come scopo il porre fine a un insopportabile dolore mentale derivato da una frustrazione dei bisogni psicologici, che porta appunto l’individuo a considerare il suicidio come l’unica soluzione, l’unico rimedio adeguadato per sopprimere il dolore stesso (1993).
La maggior parte degli individui a rischio di suicidio vuole vivere, però non riesce a trovare una soluzione alternativa ai suoi problemi, e in gran parte dei casi lancia dei segnali, delle manifestazioni verbali (per esempio “Vorrei essere morto”) e comportamentali, come il disfarsi di cose care.
Quindi il suicidio si potrebbe prevenire, imparando a cogliere quei segnali e riducendo i fattori di rischio rivolgendosi ai Servizi di Prevenzione sul territorio.


Editoriale di:
Luna de Magistris

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